Il territorio

“[…] il territorio (di Masino) […] è costituito da tre quinti di boschi. Esso, ben riparato, è fertilissimo e temperato in modo che le olive vi possono vegetare, come in un oasi; produce […] soprattutto vino, di cui quello rosso di lusso e scelto fecero degna mostra nell’Esposizione del 1864 a Torino, esposti dal conte Cesare Valperga di Masino. I vini bianchi e neri sono molto generosi e stimati […].” Passeggiate in Canavese, Libreria Antiquaria Raffaele Sitzia Antonino Bertolotti (1869)

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Da Rustico ad Azienda.

Proprietà dei Conti Valperga, il rustico, circodato da circa 38 ettari di bosco ceduo, fungeva da dimora di..
Fin dai tempi dei romani questo territorio è stato adibito alla coltivazione della vite per via delle favorevoli condizioni pedoclimatiche: esposizione a sud-ovest, clima ventilato e temperato con buona escursione termica tra il giorno e la notte, terreno di origine morenica con importante substrato roccioso, pH acido e tessitura franco-sabbiosa.
La bellezza del luogo aggiunta alle potenzialità del terreno fanno di La Campore uno dei luoghi più belli e del Canavese.
Nel 1974 il rustico viene acquistato e ristruttato dalla famiglia Gabriele -Fiamenghi ed usato come casa vacanza. Mossi dalla passione per il vino, iniziano i lavori ed i terreni tornarono ad essere vigneti: uve nere e bianche tipiche del Canavese.


Al centro dell'Anfiteareo Morenico di Ivrea, a due passi dal Castello di Masino, La Campore si circoda da 4 ettari di vigneti.
La tenuta è contraddistinta da terrazzamenti sorretti da antichi muretti a secco in pietra ed è circondata da quei boschi che dipingono di verde il Canavese: una "terra d’incanti" - scrive Giuseppe Giacosa in Il Conte Rosso - "ricca di laghi, valli e castelli, al confine tra il torinese, il biellese, il vercellese e la Valle d’Aosta".
Proprio qui, nel 2008 Alessandro, il più giovane della famiglia, insieme al padre Roberto, si stabilisce definitivamente nella tenuta dando vita ad un progetto di riqualificazione e valorizzazione delle uve.
Affiancati dall'enologo Maurizio Forgia oggi l'azienda produce annualmente 20.000 bottiglie e .....

La Filosofia

“La passione per il vino e la viticoltura e i sentimenti che ci legano ai valori del mondo agricolo sono le nostre fonti d’ispirazione. La nostra casa in mezzo ai vigneti è la conferma dell’autenticità del nostro pensiero, del lavoro improntato al rispetto dell’ambiente e delle persone.”

Franca Fiamenghi (2004)

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La filosofia di La Campore è incentra sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni - in primis l’Erbaluce - allevati in forma tradizionale e sul rispetto dell’ambiente. Il vigneto, ornato da rose e da alberi da frutto, è percepito come un giardino dove è possibile passeggiare rimanendo incantati dal panorama che spazia dal torinese alle Alpi. La conduzione della vigna rispecchia il lavoro in cantina con la selezione di vini cha esprimono la tipicità del territorio. Per consentire alle uve di manifestare la loro forza varietale le vinificazioni sono semplici, l’uso di coadiuvanti tecnologici è limitato o nullo e l’aggiunta di anidride solforosa è minima. Al fine di perseguire l’idea di genuinità, che costituisce uno degli obiettivi cardine dell’azienda, nel 2013 è stata conseguita la certificazione biologica. Inoltre, figlio di un’idea di Alessandro, nel 2015 è nato il primo vino bianco prodotto da sole uve Erbaluce attraverso una vinificazione “naturale” senza l’aggiunta di solfiti. Dalla scelta consapevole di ritorno alle origini, unita all’amore incondizionato per il territorio del Canavese e al ricordo delle persone che per prime hanno creduto al progetto, La Campore desidera rappresentare un importante tassello per la vitalità enologica locale.

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